Il panorama della sicurezza è profondamente mutato. Le infrastrutture fisiche — impianti di videosorveglianza, sistemi di controllo degli accessi, reti di comunicazione operativa — sono oggi interconnesse e digitalmente esposte. La tradizionale separazione tra sicurezza fisica e protezione informatica non è più sufficiente a garantire l'integrità operativa di sistemi complessi ad alta criticità.
Le minacce contemporanee sono ibride per definizione: combinano intenzionalmente azioni fisiche e digitali per massimizzare l'impatto su sistemi interdipendenti. Un attacco informatico può disabilitare i sistemi di controllo fisico; un evento fisico — naturale o antropico — può compromettere l'infrastruttura hardware che sostiene l'intera catena di comando e controllo.
Selcom ha anticipato questa evoluzione. La nostra storia ventennale nella progettazione e gestione di sistemi di sicurezza fisica complessi, unita allo sviluppo di competenze avanzate in cyber protection, ci ha portato a costruire un modello operativo che risponde a questa nuova realtà con concretezza, profondità tecnica e piena consapevolezza dei contesti ad alta criticità in cui operiamo.
Il legislatore europeo ha riconosciuto questa realtà. La Direttiva CER 2022/2557, recepita in Italia con il D.Lgs. 134/2024, e la Direttiva NIS 2 definiscono congiuntamente un quadro normativo che impone agli operatori di infrastrutture critiche un approccio olistico alla resilienza — integrando la dimensione fisica, digitale e organizzativa in un sistema unico e coerente. La convergenza tra sicurezza fisica e logica non è più un'opzione strategica: è un imperativo normativo e operativo.